Riadattandomi

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To be like me

Per essere come me non ci vogliono molte cose; ci vuole però l’impegno.
Basta essere un pò malinconici, tanto arrabbiati, e deliziosamente tristi.
Basta leggere tanti libri, di quelli che ti scaldano il cuore e ti incidono le parole in bocca.
Basta scrivere molto, tutte le cose impresse nella mente ma che sicuramente non si riescono a dire.
Basta avere un blog, dove non ti conosce nessuno, e raccontarsi.
Per essere come me si deve avere la paura di sbagliare, non essere sicuri di sè stessi, non piacersi, guardarsi allo specchio e non vedersi.
Basta innamorarsi una volta nella vita, e non smettere più.
Basta camminare a testa bassa, e giocare di fantasia, vestirsi in modo non appariscente e sognare molto. Si, sognare molto.
Perchè a quelle come me non rimane altro che sognare.

Si, lo so, sono la ricetta di un dolce che non verrà mai bene.

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Quanto sarebbe triste, la coperta di stelle, se il nostro amore non esistesse.

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Condividendo(ci)

Appena ci siam visti, appena ci siamo incontrati non credevo sarebbe potuto succedere. Non credevo che di lì a poco avremmo condiviso tutto.
Gli sguardi, soprattutto, quanti ce ne regaliamo, quanti ce ne nascondiamo.
Le carezze, quelle dolci, che ci diamo sotto la nostra coperta preferita, quella fatta di stelle.
I sorrisi, quelli che ci ammazzano il cuore per quanto son dolci.
Le giornate, quelle che iniziano alle 8 della mattina e terminano alle due di notte.
I tuoi film, i miei libri. Le tue immagini, le mie parole.
Le mie paure, le tue paure. Le nostre paure.
I baci, quelli che non vorremmo finissero mai e quelli che, a volte, non finiscono mai, davvero.
I respiri, quelli sussurrati e anche quelli strozzati.
Le vite, la mia e la tua. La nostra.
Io e te ci condividiamo. Ecco tutto.

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Lettera d’amore.

Ciao amore,
è mezzanotte, qualche minuto e una manciata di secondi. Siamo lontani un paio di km da poco più di un quarto d’ora, qualche minuti e una manciata di secondi; e già mi manchi.
Sono sicura che hai già indossato quel tuo pigiama - tuta che ti sta infinitamente grande, e forse già sei nel mondo dei tuoi bellissimi sogni, bellissimi come te, come me quando sto con te. 
Abbiamo passato insieme quasi tutto il pomeriggio e la sera intera, e posso dire che non riesco mai ad accontentarmi del tempo passato con te. Ogni attimo, ogni istante passato con te vorrei fosse eterno. E non scherzo. Vorrei sollevarci in un’altra dimensione, dove ogni minuto passato con la persona amata equivale ad un’eternità. Se sai dov’è o se sai se esiste questa dimensione, portamici e non facciamo più ritorno in questo mondo il cui tempo, per noi, sembra scorrere troppo velocemente.
“Mangia, prega, ama”. Non so se senza questo film questa lettere sarebbe venuta fuori.
Penso di essere una di quelle persone che non sta mai nel posto giusto al momento giusto. E invece stasera c’era. Stesa su di te, una coperta ed un buon film. NOI.
Penso che dormire sia uno dei piaceri migliori che possano esistere in questo mondo, e anche stasera ne ho approfittato, sentendo ogni tanto i tuoi baci sulle mie guance, la tua mano che stringeva la mia e i tuoi occhi che si alternavano tra il film e il mio viso.
E poi mi sono svegliata mentre nel film si parlava di equilibrio.
Io lo so qual è la mia parola, ovvero “riadattarsi”, e non devo di certo girare il mondo per trovarla, perchè già ce l’ho. Ma equilibrio addosso a me suona d’incanto. 
Sai amore, ho paura di perderti, e questa paura ultimamente è sempre più forte, sempre più dentro di me, forse perchè solo ultimamente sto capendo la vera importanza della parola “noi”:
Tu lo sai che io non ero (e non sono) pronta per amare. Ma ci sto provando, e visto ul sorriso sul tuo viso mentre mi guardi posso dire con certezza che mi riesce anche bene. Ultimamente ti sto amando molto più intensamente del solito, mi sto lasciando un pò più andare, a parte i miei altri e bassi. E se prima non l’ho fatto è perchè avevo tanta, troppa paura di amarti, di farti conoscere me stessa a 360°, donarmi a te, regalarmi, semplicemente farmi amare; semplicemente avevo paura di rompere il mio equilibrio. Quello che mi ero costruita quando inconsciamente e stupidamente ho deciso che l’amore non avrebbe più fatto per me, che non avrei più amato per paura delle conseguenze, sempre troppo due per una come me, una che piange guardandosi allo specchio e ripensando a vecchi momenti.
Avevo deciso di non abbandonarmi più a nessuno, se non per piacere futili e per “dondolarmi per potermi consolare”, anche se in cuor mio speravo che arrivasse qualcuno che mi facesse dondolare amandomi. E sei arrivato tu.
Mi ci è voluto così poco per capire che saresti stato tu quello con cui mi sarei fatta venire l’artrite che pensavo di aver fatto il passo più lungo della mia gamba. E invee mi sbagliavo, perchè mi stai amando con tutte le tue forze, “fino alla fine del mondo, fino all’infinito”.
E io devo perdonarmi se ho pensato che tu saresti stato colui che avrebbe rotto il mio equilibrio. Devo perdonarmi perchè se l’avessi capito prima molto probabilmente di avrei amato dall’inizio come sto facendo ora.
Ma, soprattutto, devo perdonarmi per non aver capito che il mio equilibrio sei tu.
TI AMO.
R.

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Ci sono cose belle da fare schifo, ma banali: il Natale, ad esempio, perchè piace a tutti; le modelle, perchè sono considerate sempre belle; i sorrisi dei bambini, perchè nonostante siano meravigliosi sono un luogo comune; i tramonti, perchè sono considerati belli oggettivamente, e la bellezza oggettiva non esiste. E poi ci sei tu. Perchè piaci a me; che per me sei bello, e non per tutti; che sei meraviglioso, ma non un luogo comune; che non sei considerato un “bello oggettivo”, e non voglio neanche che tu lo sia. Tu sei una di quelle cose belle da fare schifo, ma non banali: come le lucine di un albero di Natale, come una modella con le curve, come il sorriso di un bambino dopo che ha pianto, come un tramonto su un campo di girasoli. E sei mio.